Il rischio nel prossimo futuro è che in presenza di prezziari assolutamente inadeguati e i ritardi nele consegne le imprese non potranno più sottoscrivere nuovi contratti con gravissime conseguenze per tutte le opere legate al Superbonus 110%

L’impegno di Top Color è di supportare i nostri clienti per calmierare i prezzi e coordinare al meglio le consegne. Vi invitiamo ad anticipare più possibile gli ordini per aiutaci a organizzare i nostri magazzini e limitare i disagi!

Gli interventi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare, e in particolare il Superbonus 110%, stanno aiutando il settore delle costruzioni a risollevarsi da una crisi che dura dal 2008 e l’emergenza sanitaria ha in parte accentuato. Ma su questa ripresina pende una sorta di “Spada di Damocle”: la fiammata delle materie prime e i ritardi nelle forniture dei lavorati. Un effetto che potrebbe addirittura ridurre la portata espansiva delle agevolazioni.

Il rischio nel prossimo futuro è che in presenza di prezziari assolutamente inadeguati e consegne lunghe le imprese non potranno più sottoscrivere nuovi contratti, con gravissime conseguenze per tutte le opere legate al Superbonus 110%.

In questi giorni registriamo sempre più frequentemente le preoccupazioni di imprenditori del settore dell’edilizia e dell’impiantistica. L’allarme è generato dall’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime in particolare di polistirolo, calcestruzzo, ferro, laterizi, colle, vernici, legno e prodotti vari, derivante oltre che dalla pandemia e dalle difficoltà di trasferimento delle merci, dalle dinamiche dell’economia mondiale e, per quanto riguarda l’Italia, da un aumento della domanda.

In un momento di grave difficoltà per il nostro Paese in cui tutta l’economia stenta a ripartire, questo lievitare dei prezzi delle materie prime dell’edilizia pare inaccettabile. Un aumento della domanda non può tradursi in una impennata dei prezzi. Così non si dà una mano al Paese e alla ripartenza. Questi aumenti rischiano di vanificare le misure adottate dal Governo tese non solo a favorire una categoria ma tutti quegli interventi a edifici pubblici (scuole, ospedali) e alla ricostruzione nelle aree terremotate che possono e debbono ripartire grazie anche a queste misure.

È necessaria un’interlocuzione con le Istituzioni per richiamare l’attenzione sul tema e individuare delle soluzioni praticabili in tempi brevi per evitare un danno destinato a riverberarsi sull’intero sistema Italia, in termini di mancata crescita dell’occupazione, dei consumi, del prodotto interno lordo e delle entrate fiscali.


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